Mondinsieme – il Centro Interculturale del Comune di Cremona

Un punto di riferimento per i cittadini stranieri, un punto di incontro per tutte le culture

12 aprile INCONTRO: L’integrazione dei Balcani e le sfide dell’Europa

LET’S BET? – EUROPA OLTRE IL CONFINE

L’INTEGRAZIONE DEI BALCANI
E LE SFIDE DELL’EUROPA

Quali sono le sfide che coinvolgono l’Unione Europea e i paesi Balcanici?
Si può dire che al posto di assistere ad un’europeizzazione dei Balcani stiamo assistendo ad una balcanizzazione dell’Europa?

Ne parleremo nell’incontro pubblico di approfondimento che si terrà martedì 12 aprile alle ore 17.30, presso Sala Eventi di Spazio Comune, a Cremona.

Saranno presenti come relatori:

  • Nicole Corritore, redattrice e addetta stampa dell’ Osservatorio Balcani e Caucaso. Tra il 1992 e il 2000 ha operato in Croazia e Bosnia Erzegovina in progetti di cooperazione internazionale e decentrata. Dal 1992 al 1996 ha collaborato con la redazione esteri di Radio Popolare network. Si interessa di tematiche ambientali e cooperazione. Giornalista professionista, gestisce i rapporti con la stampa italiana e sud-est europea, gli uffici stampa di Enti locali, ONG, associazioni e altre istituzioni. Parla correntemente il serbo-croato. Lavora all’Osservatorio dal 2001.
  • Agostino Zanotti, presidente di ADL Zavidovici. È uno dei centinaia di volontari della città di Brescia che si mossero in azioni di solidarietà e aiuto verso la cittadina bosniaca di Zavidovici e di accoglienza di profughi provenienti da quei territori, sotto il cappello del Coordinamento Iniziative di Solidarietà poi trasformatosi nell’Associazione Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovici.

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Proponiamo qui un estratto da due interessanti articoli, consultabili per intero on-line tramite i link a fondo pagina, che pongono alcuni importanti quesiti e spunti di riflessione, che approfondiremo grazie ai relatori che interverranno al nostro incontro.

<< Circa 800mila migranti hanno percorso nel 2015 la rotta balcanica. I paesi coinvolti hanno dato risposte diverse all’emergenza ma tutti, dopo una prima apertura delle frontiere, e vani tentativi di controllo dei flussi, hanno reagito chiudendosi.

Per ridurre l’afflusso di migranti entro i suoi confini, l’UE ha riconosciuto Serbia, Macedonia e Bosnia Erzegovina quali “paesi di origine sicuri”, così che i cittadini di questi paesi non possano più fare richiesta d’asilo, portando a un irrigidimento di questi governi verso Bruxelles la quale, per tutta risposta, ha minacciato di rivedere il loro percorso di adesione europea se non avessero accettato questa decisione. I migranti est europei si trovano così in condizione sfavorevole rispetto a quelli che provengono dal sud del mondo.>>*

* Estratto dall’articolo “Est Europa: le sfide del 2015 e quelle 2016″ di Matteo Zola, reperibile sul portale EastOnline

—- o —– o ——

I paesi dei Balcani litigano ancora tra loro per contenziosi di confine e i dirigenti dell’Ue hanno continuato a dire loro: “Presto entrerete nell’Unione europea e non dovrete più porvi queste questioni, perché i confini non esisteranno più”. Ma oggi i paesi dell’Ue stanno sigillando i loro di confini…

È  una questione delicata che non ha più niente a che vedere con Schengen. Le frontiere stanno divenendo delle fortezze. E questo va totalmente contro la stessa idea fondante dell’Unione europea. Va anche contro l’idea di libera circolazione di capitali e idee in un mondo dove, grazie ai progressi tecnologici, si può parlare con gente che sta dall’altra parte del mondo. In questo contesto una rete di filo spinato non può realmente bloccare migliaia di persone che fuggono dalla guerra.

In Serbia, come in Bosnia Erzegovina, Macedonia e Kosovo – paesi candidati all’ingresso nell’Ue – il sentimento eurofobo è più forte che mai. Il discorso è: “Che ce ne facciamo dell’Unione europea? Perché adeguarsi alle direttive di Bruxelles se gli stessi paesi Ue non le rispettano?  **

** Estratto dall’articolo “L’Europa, l’est, i muri” di Omer Karabeg, reperibile sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso

Sempre il 12 aprile, in mattinata, Silvia Maraone operatrice ACLI esperta di Balcani, terrà un incontro presso l’ITIS di Cremona per raccontare la storia e il presente della Bosnia ed Erzegovina agli studenti coinvolti negli scambi sportivi con la città di Zavidovici. Una occasione per i ragazzi per conoscere e comprendere il contesto in cui saranno ospitati.

L’evento è realizzato nell’ambito del progetto “BET on EU – Balkans and Europe Together: Opportunity for a New Experience towards Unification”, a cui il Coordinamento Enti Locali Pace aderisce in qualità di partner – per tramite del capofila Comune di Cremona – ed è finanziato da fondi europei tramite il programma “Europa per i Cittadini”. Scopo principale del progetto è quello di fornire gli strumenti e le conoscenze più adeguate per offrire opportunità a quei Paesi che cercano di candidarsi per entrare a far parte dell’Unione Europea quali Bosnia Herzegovina, Montenegro, Serbia e Repubblica di Macedonia. Questi Paesi rifletteranno, discuteranno, agiranno per il futuro dell’Europa, come ambasciatori del motto ”Uniti nella diversità”.
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Questa voce è stata pubblicata il 30 marzo 2016 da in Mondinsieme.

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